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Integrazione a Licata

di Per Cittadinanzattiva Rosario Riccardo Cipriano, 09.07.2013

 

Affrontare il tema dell’integrazione oggi, in Italia, è piu’ difficile che in passato. E’ come sommare un ulteriore problema a quelli gia’ esistenti come la crisi economica- finanziaria, la sopravvenuta poverta’ delle famiglie, il lavoro, la scuola e la sanita’ stessa.

In tempo di crisi i problemi degli ‘’altri’’ che non siamo ‘’noi’’ sembrano insopportabili,  la soluzione piu’ facile è girarsi la faccia per non vedere, far finta che la nostra serenita’ non possa e non debba essere minacciata da chi arriva da altre terre, con il loro carico di problemi per noi sconosciuti come le guerre, le dittature e le rivoluzioni o semplicemente arrivano in Italia solo per cercare una vita migliore. In questo dramma, dai piu’ definito “fenomeno”, quello immigratorio appunto, emerge con molta forza una figura che sembra non avere ‘’stato’’ cioe’ la figura del minore extracomunitario non accompagnato.

Per capire di chi si sta parlando si puo’ immaginare che un nostro figlio, nipote, cugino, di eta’ compresa tra i 14 e 17 anni,   giunto in un porto  s’imbarca per un altro Paese, in cerca di condizioni di vita migliori, senza altri parenti ad aspettarlo. Immaginiamolo arrivare solo e senza un bagaglio, dei vestiti di ricambio, senza nulla di cui nutrirsi, su una barca a mala pena che riesce a giungere a destinazione. È di ‘’questi’’ che stiamo parlando, di generazioni future, di una ricchezza umana in cerca di aiuto.

Compito delle istituzioni è quello di occuparsi dei minori in modo che le loro ‘’potenzialita’’ umane possano svilupparsi dignitosamente, passando per un percorso d’integrazione pieno e compiuto.

È facile perdersi nella retorica dell’accoglienza, discorsi che si perdono da anni in protocolli d’intesa che sono solo una goccia nel mare del bisogno di chi arriva. L’integrazione deve necessariamente passare da un percorso di vita quotidiano… andare a scuola, il lavoro, le associazioni e i movimenti in cui poter lavorare mettendo insieme le diverse culture.

Beh sembrera’ strano ma nella nostra  Licata è nato  un progetto d’integrazione di minori extracomunitari non accompagnati. Ragazzi formati e inseriti in vari reparti ospedalieri con compiti adeguati alla loro formazione, prima citta’ in  Sicilia, forse anche in Italia a veder nascere un simile progetto.

 Questa una breve cronaca della giornata:

Il TDM.- Cittadinanzattiva di Licata ha vissuto, il 5 luglio, alla presenza del commissario straordinario dell'Asp di Agrigento Dr. Messina, una giornata davvero importante nel corso della quale è stato presentato il bilancio delle attività connesse al progetto integrazione avviato dal novembre scorso.

10 ragazzi stranieri sono impegnati in diversi reparti dell'ospedale in attività compatibili con la loro età e formazione, in modo volontario e gratuito, con soddisfazione dei sanitari in un percorso di vera integrazione civica...

L’inno Siciliano ha aperto la celebrazione e dopo i saluti del Dr. Catanese e l'introduzione della Dottoressa  Maria Grazia Cimino, responsabile TDM, il Sindaco di Licata Angelo Balsamo, nel suo intervento, ha elogiato l'iniziativa, sottolineando l'impegno della sua amministrazione in azioni a difesa del presidio ospedaliero offrendo e richiedendo al tempo stesso la collaborazione con Cittadinanzattiva per azioni di pubblico interesse.

Sono seguiti poi gli interventi delle volontarie Anna Catania e delle educatrici Cristina Marchione e Marianna Bianchi che hanno presentato al commissario i ragazzi.

Dopo alcuni interventi degli intervenuti, il commissario straordinario ha concluso la manifestazione  dichiarando, tra l'altro, il suo apprezzamento per il progetto e  per l'impegno del TDM in questi 21 anni di attività.

 

Questa la cronaca della celebrazione ma bisognava essere stati li’, presenti, per percepire l’emozione, l’orgoglio e la semplicita’ con cui tutto si è svolto.

 L’emozione della Dottoressa Cimino che nonostante i suoi 21 anni di attivismo riesce ancora a trovare energie e risorse per dare alla comunita’ esempio civico e morale, punto di riferimento per tutti i cittadini.

 L’emozione delle educatrici/ volontarie che hanno svolto un lavoro prezioso di preparazione per i ragazzi senza percepire nessun compenso monetario ma ricevendo un’enorme ricchezza in termini di soddisfazione.

L’emozione dei ragazzi, i veri protagonisti del progetto, che hanno raccontato bene quanto sia necessario uno scambio culturale e umano in un ambiente, come quello ospedaliero,  segnato spesso dal dolore e dalla sofferenza.

 A loro va il nostro piu’ sincero apprezzamento, gli auguri per una vita serena. L’adolescenza non è stata facile per voi, noi di Cittadinanzattiva abbiamo solo cercato di restituirvi una piccola goccia di vita ‘’normale’’ in un mare, grande come quello che avete attraversato per arrivare, di sofferenza.

 

 

 

                                                  

 

 

 

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