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I gelesi scrivono una lettera aperta al Presidente Napolitano

di Filippo Franzone, 01.03.2014

 

Gela 27 febbraio 2014

 

                                                                    Al sig. Presidente della Repubblica Italiana                                   

                                                                               Giorgio Napolitano

 

                                                                                  Palazzo del Quirinale - piazza del Quirinale  00187 Roma

 

 

 

 

                                                                    Al sig. Presidente del Consiglio dei Ministri

                                                                               della Repubblica Italiana                                   

                                                                               Matteo Renzi

 

                                                                                  Palazzo Chigi - Piazza Colonna, 370 - 00187 Roma

 

 

 

 

 

           Oggetto: Provincia a Statuto Speciale di Gela.

 

 

 

Signor Presidente della Repubblica

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri,

 

ci rivolgiamo alle S.V. ill.me,  quali massimi organi di garanzia dello Stato, presidio imprescindibile di democrazia, affinché possiate tutelare i giusti diritti di autodeterminazione per il territorio dell’area gelese, nell’ambito del quadro legislativo del nostro paese.

 

Vogliamo precisare che, da circa 10 anni, le 42 associazioni che compongono il Comitato per lo Sviluppo dell’Area Gelese, nel più completo rispetto per lo Stato e delle Leggi, ha lavorato mantenendo i contatti con le amministrazioni viciniore, ha sensibilizzato l’opinione pubblica, con l’intento di raggiungere l’autonomia amministrativa dell’area gelese, attualmente suddivisa in cinque province siciliane.

 

Il 22 dicembre 2009, il Comitato ha iniziato l’iter della prima proposta di Legge popolare siciliana, proposta di Legge che mirava all’istituzione del 10° ente intermedio siciliano. L’iniziativa sottoscritta da 18.655 cittadini-elettori siciliani (ne bastavano 10.000), fu stravolta nel suo iter, seguendo un percorso che non fu quello stabilito dalla Legge Regionale 10 febbraio 2004 n° 1, ma quello voluto dai parlamentari regionali, tra tutti, la dichiarazione dell’esponente del PD, On. Antonello Cracolici, allora componente della I Commissione, che ebbe a dichiarare: 

       “…a prescindere dalla  mancata osservanza  di  apposite 

    procedure prescritte  dal  legislatore  regionale,  in 

    materia  di  proposte  di  legge  di  iniziativa

    popolare, su cui ritiene di non potersi esprimere, non

    avendone adeguata   conoscenza,   il  presente   disegno

    di   legge   è improponibile.”

Improponibile rispetto al dibattito sull’abolizione delle province  in corso in quell’anno, non nel rispetto delle Leggi vigenti.

Il 13 dicembre 2011, su consiglio della I Commissione ARS, il DDL 611 (XV legislatura) non viene sottoposto al passaggio degli articoli all’ARS.

 

Quello del 2011 non è l’unico tentativo dell’area gelese di ricomporsi all’interno di un unico ente, altri due comitati nel 1986 e nel 1996 hanno provato sfiorando l’obiettivo e non centrandolo sempre per ostilità politiche. Già con la dittatura il popolo gelese, durante un comizio in piazza di Mussolini, invocò in massa: “Duce, Duce, niente vogliamo, solo Gela Provincia e Bacino montano (Diga Disueri)”. Dal 1842 Gela prova con tutte le sue forze, ad uscire dall’attuale conformazione politica.

 

I vari tentativi, non sono stati fatti per ottenere un titolo, per prestigio o per mero campanilismo, ma per lavorare insieme ai comuni viciniori ad uno sviluppo armonico del territorio. Ad oggi non è stato possibile, l’attuale provincia di Caltanissetta è formata da due aree totalmente diverse tra loro: la zona nord, dove è allocato il capoluogo, vive esclusivamente di servizi, accentrando un numero esagerato di forze dell’ordine, posti letto ospedalieri, oltre a tutti gli uffici che ogni capoluogo dispone, il tutto a soli 15 km di distanza da un altro capoluogo, che anch’esso vive di servizi, Enna; La zona sud, con Gela città di riferimento, ha contribuito e contribuisce ad innalzare il PIL nazionale con i suoi 54 pozzi di petrolio, una raffineria, l’agricoltura (Gela è al centro di un’area che è la prima in Europa per la produzione in serra di ortaggi), oltre ad essere un discreto centro balneare ed avere una storia millenaria (2.701 anni dalla fondazione).

 

Due zone “staccate” tra loro geograficamente, politicamente e soprattutto culturalmente. Una prova in tutti i modi di continuare ad accentrare servizi al centro della Sicilia, la zona meno popolata dell’isola, l’altra necessita di alcuni servizi e della libertà politica per poter investire sulle proprie risorse e le proprie capacità.

 

Ci troviamo al centro di un’area che a soli 30 km di raggio in linea d’aria, agglomera ben 410.000 abitanti, il capoluogo più vicino dista oltre 80 km. Gela, insieme a Marsala e San Remo, sono le uniche città italiane a superare per abitanti il proprio capoluogo. Nel caso di Gela, a differenza delle altre due città, ha altri fattori che portano ulteriori frizioni con il capoluogo: la distanza chilometrica con il capoluogo, le diversità, oltre ad avere la maggiore differenza di popolazione in Italia, tra capoluogo è città della Provincia più grande,  che è di 14.000 abitanti (Caltanissetta 61.651 ab.; Gela 75.618 ab.).

 

Abbiamo visto con favore l’abolizione delle province,  e la conseguente istituzione dei “Liberi Consorzi tra Comuni”. Il 27 marzo 2013, la Regione Siciliana emette la Legge n° 7, prevedendo come data ultima il 31 dicembre 2013, per l’istituzione dei Liberi Consorzi che dovevano sostituire le province.

La data del 31 dicembre 2013 non è rispettata. In questi giorni, il parlamento siciliano è alle prese con quella che dai parlamentari viene definita riforma e che noi abbiamo già battezzato “Legge anti-Gela”.

 

 

In questo quadro i parlamentari siciliani tutti, compresi coloro che si dichiarano il nuovo ma che si raggruppano in movimenti settari, stanno attuando una politica corporativa ed antidemocratica che cerca di tutelare i vecchi interessi territoriali, e quindi le vecchie province con le loro città capoluogo, mettendo attraverso questa “legge farsa”, innumerevoli paletti che di fatto impediranno la libera e democratica aggregazione fra comuni, interrompendo così le ataviche aspirazioni dell’area gelese.

 

Non è più prevista nessuna abolizione, soltanto un cambio di denominazione delle attuali province. Nei fatti, l’art. 1 del testo cita: “…le province regionali di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani, costituite ai sensi della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9 e della legge regionale 12 agosto 1989, n. 17, assumono la denominazione di ‘liberi consorzi di comuni’. L’ente consortile ha personalità giuridica.”

Si possono creare nuovi Liberi Consorzi, soltanto in teoria. Riportiamo sotto i parametri genialmente creati, da parlamentari che agiscono contro gli interessi dei comuni siciliani, creando disparità e apponendo regole per impedire a città come Gela di creare un Libero Consorzio:

 

  1. Contiguità territoriale tra i comuni aderenti.
  2. 180.000 abitanti, soglia minima per costituire un nuovo Libero Consorzio. (Mentre Enna rimane, con una popolazione complessiva di 172.413 abitanti.)
  3. Ogni comune che intende aderire ad un nuovo consorzio dovrà produrre una Delibera con il voto favorevole di almeno 2/3 dei Consiglieri Comunali.
  4. Referendum confermativo della Delibera adottata dal comune.
  5. I nuovi consorzi non possono far venir meno la popolazione di 180.000 abitanti di ognuna delle ex province.
  6. Il tutto deve essere fatto entro sei mesi dalla pubblicazione della Legge.
  7. Infine, tutto dovrà essere sottoposto alla ratifica dell’ARS.

Ovviamente, come del resto avranno capito anche le S.V. Ill.me , ci sono diversi punti che violano palesemente la Costituzione Italiana.

Quello che sta avvenendo in Sicilia non ha paragoni al mondo, impegnare un parlamento per quasi un anno per arrivare al solo cambio di denominazione dell’ente intermedio, rappresenta un abnorme ed ingiustificato spreco di denaro pubblico.

 

Prima di concludere con la richiesta, vorremmo che Lei, Signor Presidente della Repubblica, riflettesse su una ipotesi: Sarebbe giusto per i napoletani se il capoluogo della Regione Campania fosse Salerno?

Domanda che pongo anche a Lei, Signor Presidente del Consiglio: sarebbe giusto se Firenze fosse in Provincia di Prato, con Prato Capoluogo?

Noi lo stiamo sperimentando da svariati decenni, non funziona per niente bene.

 

Vista la situazione dell’area gelese, la mancanza di una vera democrazia in Sicilia, la mancanza di programmazione e l’accanimento attuale e storico dei rappresentanti politici dei siciliani, nei confronti dell’area gelese e dei suoi cittadini,

                                             CHIEDIAMO

Alle S.V. Ill.me  in indirizzo di adoperarsi per l’istituzione della Provincia a Statuto Speciale di Gela.

Con la speranza che, le istituzioni italiane siano più sensibili ai bisogni ed alle richieste dei cittadini, porgiamo

                                     Distinti Saluti.

 

 

                                     

            Per le associazioni:                                                                 Filippo Franzone

                                                                                        Portavoce Comitato per lo Sviluppo dell’Area Gelese

                                                                                                               Unione di Associazioni

  

                                                                                                Presidente comitato Progetto Provincia                               

 

 

COMITATO PER LO SVILUPPO DELL’AREA  GELESE

                                 UNIONE DI ASSOCIAZIONI

 

LE ASSOCIAZIONI:

Progetto Provincia, Cittadini Attivi, Libera Associazione Consumatori, Prot. Civile Giubbe d’Italia, Associazione Culturale Stella Maris, Comitato Torre di Manfria, Osservatorio Salute Ambiente-comitato famiglie malformati, Associazione Siciliana Caccia e Natura, Istituto Dramma Antico Eschilo, Comitato spontaneo ex Lavoratori Clorosoda, Associazione C. S. Manfria ONLUS, Associazione Artigianato del Golfo, Centro Studi Salvatore Aldisio, Croce Azzurra, Associazione Giovani per la Sicilia, Associazione Culturale Archeo-Ambiente, Comitato Madonna delle Grazie, Comitato di quartiere Giardinelli, Associazione Culturale Il Tempio di Apollo, Associazione Culturale Euclide Gelese, Confcommercio Gela, ADI Sicilia, Ordine dei Dottori Commercialisti di Gela, Comitato di quartiere Centro Storico Federiciano,  Casartigiani del Golfo di Gela, CNA- Piccole e Medie Imprese Commerciali, Ordine degli Avvocati di Gela, Archeo-club, Sviluppo e Ambiente, Gela è Viva, A.C.S.S.S. Ivan Siciliano-Mazzarino, Associazione Culturale Musicale Gelese “Giuseppe Verdi”, Comitato di quartiere Manfria, Associazione Culturale Centro Musica “A. Vivaldi”, Associazione Interporto del Golfo di Gela, Prot. Civile “Falchi d’Italia”, Ass. Thalassemici “Maurizio Nicosia”, Associazione “Corsa per la Vita”, Comitato di quartiere Margi-Rinascimento, Associazione Archeologica Culturale “Triskelion”, Confartigianato Gela, ADOS Gela, Ass. C.B. Vittorio costa ONLUS, Ass. “Amici del Fegato”.

 

 

 

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