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Analisi di un voto inatteso

di Filippo Giovanni Luigi Santamaria, 02.07.2008

 

 

Qualcuno li aveva definiti il settebello,molti pensavano fossero troppi,tutti si erano sbizzarriti in previsioni e pronostici più o meno azzardati,ma credo che pochi si sarebbero aspettati un esito tanto inatteso come quello che ha portato Angelo Graci,sostenuto soltanto da due liste civiche,a diventare sindaco di Licata,superando al ballottaggio il molto più quotato candidato della PDL Angelo Balsamo.


Questo ha dimostrato per l’ennesima volta che quando nel nostro paese si prova a parlare di politica bisogna sempre tenere presente il voto popolare,il voto disgiunto ed anche il voto dato contro qualcuno,perché se partiti importanti a livello nazionale,regionale e provinciale come Pd,  Mpa e Pdl,per citarne alcuni, da noi fanno irrimediabilmente flop l’unico motivo plausibile è che ci piace votare colui che consideriamo “uno di noi”,contro ogni logica di carattere squisitamente politico a vantaggio di giudizi esclusivamente personali sull’onestà e sulla bontà d’animo del candidato scelto.


Angelo Graci ha impostato la sua campagna elettorale sull’umiltà,camminando casa per casa ed evitando qualsiasi confronto diretto sui programmi con gli altri candidati,c’è chi dice per scelta,c’è chi dice per timidezza,le malelingue dicono per paura,in ogni caso questo modo d’agire si è rivelato vincente,visto che le sue preferenze personali,già tante al primo turno, sono cresciute esponenzialmente al ballottaggio,personali tout court perché basta guardare la scarsità di voti ricevuti dai candidati delle sue liste per capire quanto è stata monumentale l’impresa fatta da quello che tutti giudicavano un uomo solo e chiuso .


Complimenti quindi al nostro nuovo sindaco per quello che è riuscito a fare,ma adesso inizieranno le prove serie,al cui confronto la passata campagna elettorale sembrerà una gita fuori porta,il comune rischia il dissesto finanziario,la carenza d’acqua ha esasperato gli animi di tutti,la crisi appena rientrata con la Dedalo è ben lungi dall’essere risolta,questi alcuni dei problemi immediati da affrontare per non parlare del PRG da approvare e della situazione del “Porto” turistico,il tutto dovrà essere gestito da persone il cui valore è indubbio ma le cui capacità amministrative sono tutte da verificare,dato che molti sono alla primissima esperienza e che il consiglio comunale sarà formato in maggioranza da persone che hanno ottenuto nel migliore dei casi una trentina di voti(non proprio un suffragio),l’augurio da parte di tutti è che ce la facciano e anche bene,perché ormai a Licata il fondo è stato raschiato troppe volte,difficile fare peggio ma ancora più complicato sarà riuscire a risollevarci.


Complimenti anche all’On. Pippo Scalia,guida di Graci per interposta persona (l’assessore regionale Gentile),che per la seconda volta consecutiva è riuscito a individuare l’uomo su cui puntare,dimostrando di non sbagliare un colpo quando si tratta di individuare ed appoggiare il sindaco a Licata,mi domando perché se ci conosce così bene si limiti soltanto a fare eleggere chi sceglie anziché illuminarci con la sua presenza,e magari con qualche beneficio, più spesso.


Mi permetto di dare due consigli al nostro sindaco,il primo è di inserire due giovani nella sua squadra,anche se è già formata,dando un ruolo amministrativo all’avvocato Giuseppe Fragapani,che è stato una sorta di isolato faro nella notte della passata giunta Biondi,e all’ingegnere Domenico Graci,la cui combattività e le cui capacità sono in gran parte il motivo di questa impresa elettorale,non  sminuendoli con semplici consulenze,se mai dovesse assegnargliele,ma rendendoli parte attiva dell’amministrazione del nostro paese,se lo farà sono sicuro che tutti ne trarremo indubbi vantaggi,il secondo è di lasciare davvero,come ha promesso,il portone del Palazzo di Città simbolicamente sempre spalancato,la gente ha necessità di sapere che c’è qualcuno con cui parlare e con cui lamentarsi,in ogni momento,dopo anni in cui la nostra “mini-Casta” si è barricata dentro,come per scappare al confronto ed al giudizio di noi cittadini.


Solo il tempo potrà dire se ottomila e più licatesi hanno indovinato il “cavallo giusto” o se dovremo assistere all’ennesima delusione, per adesso l’unica cosa da fare è augurare ad Angelo Graci buon lavoro e sperare che inizi finalmente una stagione proficua di rinascita per Licata.

 

 

 

 

 

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