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Bagheria esempio di buona politica

di Gaetano Cellura, 06.09.2014

 

Chi fa debiti e li lascia in eredità ai successori e chi prova tra mille difficoltà a risanare le casse dei comuni. Con gesti significativi. La rinuncia totale ai primi sei mesi di stipendio, la riduzione del 30 per cento della propria indennità, di quella della sua giunta e del gettone di presenza dei consiglieri comunali per tutta la durata del mandato sarà magari una goccia nell’oceano, vista la situazione finanziaria del comune di Bagheria, ma è un segnale forte per tutta la politica. Nel nostro mondo  c’è ancora, per fortuna, qualcuno che ragiona. E ritiene che il denaro non sia tutto nella vita: “prima vengono i problemi e le necessità delle persone, il bene comune della collettività, non quello di pochi”.

Parla così il sindaco di Bagheria, la città di Renato Guttuso. E alle parole fa seguire i fatti rispettando gli impegni presi con gli elettori. Verserà i soldi in un Fondo sociale, cui il comune potrà attingere per ogni emergenza. Il programma elettorale non è carta straccia, ma patto vincolante con i cittadini e bussola di governo. Patrizio Cinque, dal maggio scorso sindaco pentastellato di Bagheria, propone un modello di vita alternativo. Un’altra società. La tutela delle fasce deboli della popolazione prima del Pil e degli interessi delle banche. Parla e mette in campo alcune proposte del suo Movimento5Stelle. “Dobbiamo essere una comunità. – dice – Bagheria deve diventare una comunità”. E bisogna credergli,  seguirne l’esempio se vogliamo ritrovare la bella politica e la speranza. Se vogliamo cambiare l’Italia e la Sicilia. E forse anche quest’Europa, nave di pazzi alla deriva, dominata dal modello neoliberista. Basta mangiare gelati in pubblico. Basta annunci a ripetizione o tentativi di riforme inutili di fronte ai bisogni impellenti di un paese gravato dalle tasse, senza lavoro e stremato. Un premier, un uomo di governo deve avere serietà (e sobrietà) di comportamenti. Anche il governatore Crocetta altro non ha fatto che annunci in questa Sicilia economicamente mal ridotta come mai prima d’ora. E così si ritrova tutti addosso: l’opposizione, i sindacati, il suo stesso partito.

Difficile per chiunque è governare in questo momento, lo sappiamo. Ma parole come bene comune, come “bisogna pensare alle necessità delle persone prima che al denaro, al Pil, alle banche” e segnali importanti come quelli che arrivano da Bagheria, dal sindaco Patrizio Cinque del Movimento5Stelle che rinuncia allo stipendio, non risolveranno certo il deficit del suo comune e dei comuni nelle stesse condizioni, ma sono d’esempio in tempi di crisi e di insostenibili sacrifici per i cittadini.

 

 

 

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