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Rimodulazione ospedaliera in Sicilia

di Franzone Filippo, 25.01.2015

 

È una rimodulazione tra luci ed ombre, quella organizzata dall’Assessore alla Sanità Lucia Borsellino, e se per il momento i piccoli ospedali sono stati salvati, su molti di loro pende ancora la spada di Damocle, visto che parecchi di loro sono ancora “Presidio senza ruolo E/U PS da rifunzionalizzare”.

In questa nuova rimodulazione regionale, la precedente fu fatta con Decreto dell’Ass. alla Salute Massimo Russo il 12 marzo 2010, l’area gelese continua, nonostante alcuni miglioramenti, a svolgere il ruolo di “Cenerentola” della Sanità siciliana.

 

L’UTIN, fortemente richiesta dal CSAG, istituita a Gela dopo svariati contatti con la Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli Errori Sanitari, non solo ad oggi non è ancora partita, ma l’Assessorato la declassa ad Unità Operativa Semplice (UOS) aggregata alla Pediatria, l’unico caso in Sicilia dove la Ginecologia ed Ostetricia di II Livello è accompagnata da una UTIN Unità Semplice e non Complessa (UOC). Questo comporterà una riduzione nella pianta organica di questa importantissima struttura, meno medici, meno infermieri, per un servizio meno efficiente. Continuando  a comportare una migrazione di donne in gravidanza che migrano in altri territori, con un evidente danno economico all’ASP 2. Come CSAG, abbiamo spedito una lettera per l’UTIN, in data 12 novembre 2014, al Ministero della Salute che sta seguendo la vicenda della mancata attivazione, attendiamo anche risposte dalla Procura della Repubblica di Gela, ed a breve attiveremo altre iniziative, atte a difendere la sanità dell’area Gelese.

 

Medicina Trasfusionale, anch’essa declassata ad UOS e probabilmente accorpata a Caltanissetta che mantiene l’UOC. Rimane UOC anche ad Agrigento, Sciacca, Caltagirone, Enna, Patti, Taornina, Siracusa, Ragusa e Trapani.

Quindi, nonostante il grande divario che rimane all’interno di questo territorio, tra zona sud e nord, si continua a ridurre a Gela, privilegiando un’area sovradimensionata, non a caso l’Assessore alla Salute Lucia Borsellino ha dichiarato: “Al Sant’Elia non c’è carenza di personale, ci sono gli imboscati”.

 

 

 

 

 

 

 

Rimane fortemente  penalizzante per la zona sud il confronto tra le due aree, nella seguente tabella, alcune tra le più importanti differenze:                                                                                                       

 

 

Distretto 1

Ospedali Riuniti

“Caltanissetta/S. Cataldo-Mussomeli”

Popolazione residente 136.554 abitanti

Distretto 2

Ospedali Riuniti

“Gela-Niscemi-Mazzarino”

Popolazione residente 138.177 abitanti

UOC                                                   31

UOC                                                          21

Posti letto (PL)    totali                      430

                                        3,2 PL  ogni 1.000 ab.

Posti letto  totali (PL)                               315                                                                       

                                            2,2 PL ogni 1.000 ab.

Posti letto per acuti                           295

Posti letto per acuti                                  237

Ginecologia ed Ostetricia I livello  PL 24

Ginecologia ed Ostetricia di II Livello   PL 22

Urologia                                         PL  16

Urologia                                                PL 8

Ortopedia                                       PL 36

Ortopedia                                              PL 24

Pediatria                                        PL 20

Pediatria                                                PL 10

Emodinamica

X

UOC Pneumologia                        PL 16

X

UOC Dermatologia                        PL  4

X

UOC Oculistica                              PL 3

X

UOC Neurologia                            PL 24

X

UOC Neurochirurgia                      PL 12

X

UOC Ematologia                           PL 10

UOS   Talassemia                                 PL 8

UOC Chirurgia Vascolare              PL 10

X

UOC Malattie Infettive                   PL 12

UOC Malattie Infettive                           PL  6

UOS Virologia                                PL  0

X

UOS Diagnostica Molecolare di Laboratorio  PL 0

X

UOS Diagnostica delle Omeopatie PL 0

X

UOC Medicina Trasfusionale          PL 0

UOS Medicina Trasfusionale                 PL 0

UOS Coordinamento Centri di Raccolta

X

UOS Radiologia Vascolare interventistica

X

UOS Prevenzione second. E Follow up Mammella

X

UOS RMN-Neuroradiologia

X

UOC Medicina Nucleare

X

UOC Anatomia Patologica

X

Pronto Soccorso  III Livello 36.000 prestazioni anno

Pronto Soccorso II Livello 44.000 prestazioni anno

 

 

 

Oltre alla continuazione dello scandaloso divario dei posti letto, che non ha eguali in Italia, si aggiunge il divario di UOC tra le due aree, 31 nella zona nord, 21 nella zona sud.

Non si spiega come mai l’individuazione del Pronto soccorso di III Livello sia avvenuta per CL, mentre a Gela vi sono ben 8.000 prestazioni annue in più ed è di II Livello. La stessa regola non vale per Ginecologia ed Ostetricia, che nel distretto di Gela è di II Livello ed ha 22 posti letto, mentre nel distretto di Caltanissetta che è di I livello vi sono 24 posti letto.

Ed ancora più strana è la Pediatria, che concentra 20 posti letto nel distretto 1 e soli 10 nel distretto 2, eppure i residenti da 0 a 14 anni nel distretto di Gela sono 22.762, mentre nel distretto di Caltanissetta solo 18.799. Misteri della sanità siciliana. Che ancora oggi agisce in maniera diseguale tra i territori.

 

Altra “stranezza” è la UOC di Malattie Infettive, a Gela 6 posti letto, la più piccola della Sicilia, a fronte dei 12 di Agrigento, Caltanissetta, Caltagirone, Enna, Marsala, i 14 di Modica, 18 a Ragusa e Siracusa, e 10 a Barcellona P. di G..

Come è strano che l’Emodinamica, presente in tutti i capoluoghi di provincia, è presente anche a Sciacca, Caltagirone, Taormina, Patti, Cefalù, ma non la si può istituire a Gela.

 

 

 

 

 

 

 

A tutto ciò, va aggiunto che l’ospedale di Mussomeli si è già guadagnato lo status di “ospedale di zona disagiata”, Niscemi a pag. 15 del supplemento Ordinario GURS risulta “zona ad alto inserimento industriale”, mentre a pag.52 risulta insieme a Mazzarino “presidio senza ruolo e/u PS da rifunzionalizzare”.

Bene fa il Sindaco di Niscemi Francesco La Rosa a protestare, rinunciando a mangiare, contro la grave carenza di servizi sanitari ospedalieri a Niscemi, il quale ha tutta la stima e la solidarietà del CSAG.

 

Il disservizio più grande è però la mancanza di personale medico, infermieristico, ecc. con scoperture che in alcuni casi arrivano anche all’80%, mentre in altri territori ci si “imbosca”.

 

La verità e che, prima di pensare alla rimodulazione della rete ospedaliera, bisogna pensare alla rimodulazione dei territori siciliani. Bisogna assolutamente dare seguito alla L.R. 8/14, dividere la Città Metropolitane dai Liberi Consorzi, rispettare le volontà delle comunità che si sono espresse, in modo tale da avere una giusta divisione dei servizi.

Gli ospedali di Gela, Niscemi, Piazza Armerina, Caltagirone e Militello in V. di C., oggi si ritroverebbero all’interno dello stesso distretto ospedaliero, erogando un servizio migliore in distanze molto ravvicinate, evitando inutili e fastidiose migrazioni sanitarie, riducendo la spesa della Regione Siciliana. Invece, assistiamo ancora oggi ad assurdi “distretti ospedalieri”, come ad esempio quello di Milazzo, Barcellona, Lipari, Taormina, oppure il distretto ospedaliero di Ragusa che comprende solo la città di Ragusa, mentre il distretto RG 2 comprende gli ospedali di Vittoria, Modica, Comiso e Scicli. Nel contempo rimane l’assurda ed anomala concentrazione di servizi, anche in campo ospedaliero, nella zona più spopolata della Sicilia. Caltanissetta ed Enna concentrano, a soli 15 KM in linea d’aria, due distretti ospedalieri con 774 posti letto, 62 UOC, molte delle quali doppioni. Questa è l’assurda situazione attuale della Sicilia, contraria ai cambiamenti ed alla meritocrazia, che non corregge gli errori (ed orrori) e che non distribuisce equamente risorse e servizi.

 

 

 

 

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