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Reddito di cittadinanza

di REdazione, 27.02.2015

 

Uno degli obiettivi del M5S è “Nessuno deve rimanere indietro”. E’ inaccettabile che un cittadino italiano venga abbandonato a sé stesso dallo Stato perché perde il lavoro, magari dopo aver pagato contributi di ogni genere per decine di anni. E’ quindi necessario un meccanismo di tutela per i più deboli come il reddito di cittadinanza presente già in quasi tutti i Paesi civili del mondo. Il M5S è riuscito dopo un anno di battaglie parlamentari a portarlo in discussione in Commissione Lavoro. Il passo successivo sarà la discussione in aula parlamentare. I soldi per la copertura dell’iniziativa ci sono. Nessuno deve rimanere indietro. Di seguito alcune delle domande e risposte sull’iniziativa.

 

 

 

A quanto ammonta il reddito per un nucleo familiare composto da una persona?

Il reddito per un nucleo familiare composto da una persona è calcolato su base mensile e   ammonta a 780 euro al mese (9.360 euro all’anno) per chi ha un reddito pari a zero.

Nel caso in cui il beneficiario percepisca un reddito,  il beneficio ammonta alla differenza tra 780 euro al mese (9.360 euro all’anno) e il reddito mensile della persona.

 

A quanto ammonta il reddito per un nucleo familiare composto da più persone?

Il reddito di cittadinanza è calcolato come differenza tra il valore della soglia di povertà e il reddito familiare complessivo.

Il reddito viene erogato individualmente ma calcolato in base ai componenti del nucleo familiare.

Il beneficio economico massimo erogabile per le persone a reddito zero è corrispondente al valore della linea di povertà che varia a seconda della composizione del nucleo familiare   e del numero di minori   presenti nel nucleo.

Esempi: 1 componente 780 euro (per una famiglia composta da una sola persona); 2 componenti da un minimo di 1014 a un massimo 1170 euro; 3 componenti da un minimo di 1248 a un massimo di 1560 euro; 4 componenti da un minimo di 1482 a un massimo di 1950 euro; ecc.

 

Il reddito è pignorabile?

Il reddito di cittadinanza non è pignorabile e non è soggetto a tassazione

 

 

Quali sono i requisiti per poter accedere al beneficio?

I requisiti sono: avere più di 18 anni, essere inoccupato o disoccupato, percepire un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà, percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà.

 

 

 

 

 

 

 

 

Che cos’è la soglia di rischio povertà?

È l’indicatore ufficiale di povertà monetaria dell’Unione europea (at risk of poverty), di valore pari ai 6/10 del reddito mediano equivalente familiare, quantificato per la persona singola nell’anno 2014 in Euro 9360 euro annui e 780 euro mensili. La misura è quindi riferita al valore mediano del reddito che in Italia è stato fissato nel 2013 da Eurostat http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_OFFPUB/KS-FP-13-001/EN/KS-FP-13-001-EN.PDF  a Euro 15.514 euro.  

 

Che cos’è il reddito mediano?

Si tratta della linea di reddito raggiunta dalla metà delle famiglie italiane. L’indicatore ufficiale di povertà   permette di considerare a rischio di povertà la persona che   non raggiunge il reddito pari a sei decimi di 15.514 Euro ossia 9360Euro all’anno.  

 

Come si calcola il reddito mediano per un nucleo familiare?

Per calcolare questa soglia anche per il nucleo familiare con più componenti si fa riferimento alla cosiddetta “scala di equivalenza modificato OCDE” ossia ad una serie di coefficienti riconosciuti a livello internazionale utili a commisurare la soglia di povertà per ogni nucleo familiare secondo la propria composizione. La scala di equivalenza rappresenta il fatto che in ambito familiare si sviluppano delle economie di scala che permettono il sostentamento all’intero nucleo familiare con risorse meno che proporzionali rispetto a quanto necessita alla persona singola. Nella pratica al singolo ed al primo adulto presente nel nucleo   viene associato un valore pari all’unità mentre ai familiari conviventi oltre al primo adulto è associato il valore 0,5 a meno che non si tratti di minori di età inferiore ai 14 anni per i quali è previsto il coefficiente   pari a 0,3. La somma dei coefficienti si traduce, per il nucleo familiare, nel fattore di scala per cui va moltiplicata la soglia di povertà riferita alla persona singola pari a 780 Euro mensili. I valori di riferimento sono raccolti nell’allegato 1 della proposta di legge del reddito di cittadinanza. Il sostegno economico del reddito di cittadinanza sarà pari alla differenza tra la   soglia così calcolata e gli eventuali redditi percepiti a seconda dei casi o dalla persona singola o dal nucleo familiare. La scelta della   misura economica è avvallata dal punto di vista tecnico dallo studio svolto dall’Istat e presente nella relazione annuale Istat 2014 che quantifica l’intera misura in 15,5 miliardi di Euro. Dalla relazione legata allo studio si legge: il sussidio   mensile massimo erogato alle famiglie senza reddito, è pari a 780 euro per un singolo, a 1014 euro per un genitore solo con un figlio minore e 1638 euro per una coppia con due figli minori.

 

Allegato 1 – Proposta di legge sull’ Istituzione del reddito di cittadinanza

I lavoratori autonomi o i precari possono avere accesso al beneficio?

Anche i lavoratori autonomi, i precari e coloro i quali percepiscono un reddito complessivo al di sotto della soglia di povertà sono beneficiari del reddito di cittadinanza.

 

 

Il reddito di cittadinanza è una misura passiva, ovvero il cittadino sta comodamente a casa percependo un reddito?

Il reddito di cittadinanza non è una forma di assistenza sociale passiva, ne è invece l’opposto, è una forma di protezione sociale. Il beneficiario del reddito deve adempiere ad una serie di obblighi.

Il beneficiario del reddito deve:

-       Rendersi disponibile a lavorare e iscriversi presso i Centri per l’Impiego pubblici ovvero gli uffici della pubblica amministrazione italiana che gestiscono il mercato del lavoro livello locale.

Le madri o, in alternativa, i padri con figli minori di 3 anni, i disabili ed i pensionati sono esonerati da tale obbligo

 

-       Iniziare, accompagnati gli operatori dei Servizi per l’impiego, un percorso di ricerca attiva di lavoro. Gli operatori si occuperanno di effettuare uno o più colloqui finalizzati alla certificazione delle competenze acquisite in ambito formale, non formale e informale dal soggetto, oltre che a rilevare gli interessi, le propensioni e le attitudini dei beneficiari. Ciò al fine di consentire all’operatore un aiuto alla ricerca del lavoro quanto più possibile affine alle competenze del lavoratore.

-        

-       Dimostrare di essersi attivato nella ricerca di lavoro (visite periodiche presso i centri per l’impiego, frequentare corsi di formazione coerenti con le attitudini, gli interessi del lavoratore e orientati verso i settori in cui è maggiore la richiesta di lavoro qualificato)

 

*(A tal proposito nel disegno di legge vi è l’istituzione dell’Osservatorio nazionale del mercato del lavoro e delle politiche sociali, che avrà il compito di analizzare l'evoluzione del mercato dell'occupazione e delle politiche sociali, con particolare riferimento ai settori d'attività interessati al completamento della domanda di lavoro)

 

Offrire   un piccolo contributo a favore della collettività, in funzione delle proprie competenze in progetti sociali organizzati dal suo Comune non superiore a 8 ore settimanali. I pensionati ed i disabili sono esonerati da questo obbligo

 

-       Comunicare   tempestivamente qualsiasi modifica di variazione del reddito al Centro per l’Impiego

 

* La proposta di legge prevede un sistema misto pubblico/privato in cui i servizi pubblici per l’impiego hanno funzione centrale e di coordinamento. Le agenzie per il lavoro private dovranno obbligatoriamente comunicare ai servizi pubblici per l’impiego i dati in loro possesso e   i posti vacanti in modo che l’incrocio della domanda e dell’offerta di lavoro possa avvenire anche online utilizzando un sistema informativo unico. Ciò consentirà al chi cerca lavoro di poter selezionare e rispondere alle offerte anche con l’uso di un telefono cellulare.

 

Quando si perde il diritto al beneficio?

Il reddito di cittadinanza si perde quando il beneficiario:

 

-       Riesce a percepire un reddito superiore alla soglia di povertà

-       Non adempie agli obblighi previsti

-       Rifiuta più di tre proposte di lavoro

-       Si licenzia senza giusta causa dal lavoro per due volte in un anno

 

 

Il reddito di cittadinanza può creare lavoro?

Il reddito prevede incentivi e benefici per le aziende, i lavoratori e per creare impresa. Tra questi:

 

-        Incentivi per le aziende che assumono beneficiari del reddito di cittadinanza

-        Istituzioni presso i centri impiego di laboratori   per la creazione di nuove imprese

-        Concessione di beni demaniali per le start up innovative

-        Concessione delle terre demaniali abbandonate per progetti di recupero agricolo

-        Maggiori opportunità lavorative grazie alla crescita della domanda conseguente al maggior reddito disponibile

-        Pagina web personale e dedicata al cittadino per l'assistenza nella ricerca di lavoro

 

 

 

A un lavoratore conviene lasciare il lavoro e quindi richiedere l’accesso al reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza rappresenta un’ancora di salvezza per chi non ha a disposizione un reddito familiare per salvaguardare la propria esistenza e la propria dignità ed offre la possibilità di rifiutare lavori non regolari e sottopagati e cadere in mano alle organizzazioni criminali in particolare al Sud.

Il reddito di cittadinanza è uno strumento che aiuta l’innalzamento della retribuzione media. Nel disegno di legge sul reddito di cittadinanza è contenuto il cosiddetto SMO (Salario Minimo Orario) fissato in nove euro lordi l’ora. Con l’istituzione del Salario Minimo Orario nessuno potrà più proporre condizioni di lavoro inique e sottopagare i lavoratori.

 

 

 

Come si è arrivati a definire l’ammontare della spesa per il reddito di cittadinanza?

Il beneficio economico è un’integrazione del reddito disponibile (classe di reddito) ed è calcolato come differenza tra il valore della linea di povertà e il reddito disponibile.

 

Il beneficio economico massimo erogabile per le persone a reddito zero è corrispondente al valore della linea di povertà che varia a seconda della composizione del nucleo familiare   e del numero di minori presenti nel nucleo.

 

Esempi: 1 componente 780 euro; 2 componenti da un minimo di 1014 a un massimo 1170 euro; 3 componenti da un minimo di 1248 a un massimo di 1560 euro; 4 componenti da un minimo di 1482 a un massimo di 1950 euro; ecc.

 

 

 

 

 

Classi di reddito

Beneficio annuo per famiglia (in migliaia di euro)

Beneficio totale (mln di euro)

Beneficio totale in percentuale sul totale

Famiglie beneficiarie (in migliaia)

Quota famiglie beneficiarie (in percentuale)

Meno del 20% della linea della povertà

12.175

4611

29,8

379

100

Tra il 20% e il 40% della linea della povertà

10.245

3604

23,3

352

100

Tra tra il 40% e il 60% della linea della povertà

6.311

3983

25,7

631

100

Tra il 60% e l 80% della linea della povertà

2.498

3159

20,4

1265

100

Tra l'80% e il valore totale della linea

424

137

0,9

323

17,2

Totale

5.254

15.494

100

2949

11,5

 

 

Fonte: ISTAT Modello di microsimulazione sulle famiglie link: http://www.istat.it/it/files/2014/05/Rapporto-annuale-2014.pdf (pag 228)

 

Esempi pratici

 

FAMIGLIA CON 1 FIGLIO MAGGIORENNE A CARICO Immaginiamo che entrambi i genitori non lavorino e che abbiano un figlio maggiorenne a carico, anche esso privo di occupazione, con il reddito di cittadinanza percepirebbe 1560 euro al mese per un totale annuo di 18.720 (pagamento integrale del reddito).

 

COPPIA DI PENSIONATI Immaginiamo che una coppia di pensionati percepisca 400 euro al mese ciascuno. Con il reddito di cittadinanza anziché percepire 800 euro al mese percepirebbero 1.170 euro per un totale annuo di 4.440 euro (Pagamento parziale del reddito mediante integrazione)

 

 

Il reddito di cittadinanza è soggetto a rivalutazione?

Il reddito di cittadinanza verrà rivalutato di anno in anno secondo l’indice generale di variazione delle retribuzioni orarie contrattuali.

 

 

 

 

Esistono iniziative simili negli altri Stati europei?

 

Certo, in tutti i Paesi dell’Unione Europea, ad eccezione di Bulgaria Grecia ed Italia, sono presenti forme di tutela assimilabili al reddito di cittadinanza, Grecia e Bulgaria ad oggi stanno provvedendo ad inserire nei propri ordinamenti statali forme di sostegno al reddito, l’Italia è l’unico Paese europeo a non essersi ancora attivato per far entrare nel sistema welfare interno il reddito di cittadinanza

 

 

 

 

 

 

ESEMPI

 

Belgio: con il MINIMAX, una forma di integrazione reddituale legata alla disponibilità del soggetto a lavorare, corrispondente a 644 euro al mese per individuo solo senza reddito, con assegni familiari forniti in aggiunta.

 

Austria: con il SOZIALHILFE vengono garantiti aiuti per affitto elettricità e cibo oltre all’assegno monetario che varia da 420 a 542 euro al mese per individuo solo

 

Germania: con SOZIALHILFE previsto per i cittadini dai 16 ai 65 anni (dopo entra in campo il sistema di pensioni minime), viene garantita un'integrazione al reddito pari a 345 euro per individuo con in più una indennità integrativa per la copertura totale dei costi per l’affitto ed il riscaldamento, senza limiti temporali.

 

Olanda: con il BIJSTAND oltre all’integrazione reddituale pari a 588 euro per individuo solo senza reddito con ulteriore integrazione di 235 euro da parte delle municipalità per singoli e genitori soli. Sono previsti aiuti per il materiale scolastico il cibo ed i trasporti.

 

Regno Unito: con l’INCOME SUPPORT vi è un sussidio attivo per i maggiori di 18 anni, pari a 742 euro per individuo solo, in aggiunta voucher per acquisto di beni.

 

Francia: con REVENUE MINIMUM D’INSERTION è previsto un sussidio pari a 441 euro per individuo solo senza reddito. I beneficiari hanno diritto a indennità per la casa e a servizi di copertura sanitaria per malattia e maternità.

 

Danimarca: con il STARTHJAELP vi è un sussidio pari a 1.201 euro per individuo solo senza reddito, in più è prevista l’indennità per la casa e la partecipazione in spese di salute fuori dai servizi sanitari gratuiti, farmaci e dentista

 

 

 

 

 

 

 

Il reddito di cittadinanza è una misura condizionata. Non sarebbe stato meglio pensare a una misura uguale per tutti, indipendente dal reddito e non condizionata?

 

Il reddito di cittadinanza, vista la congiuntura economica attuale, è al momento un sostegno necessario per i redditi più bassi e per i disoccupati, coloro quindi che stanno soffrendo più di tutti questa crisi.

Nella relazione introduttiva alla proposta di legge sul Reddito di cittadinanza affermiamo che: “Il livello ideale, futuro e auspicabile, coincide con l’attuazione del reddito di cittadinanza universale, individuale e incondizionato, ossia destinato a tutti i residenti adulti a prescindere dal reddito e dal patrimonio, non condizionato al verificarsi di condizioni particolari e non subordinato all’accettazione di condizioni. Potremo raggiungere tale livello solo a seguito di una radicale riforma dell’ordinamento tributario e del sistema sociale, tesa ad una migliore ridistribuzione del contributo fiscale, con il duplice obiettivo certo e non più differibile di eliminare la piaga dell’evasione fiscale e di ridurre la pressione tributaria e contributiva. Non dovrà essere una misura assistenziale, in quanto reddito primario, cioè citando le parole dell’economista A. Fumagalli “reddito che remunera una attività produttiva di valore, che è l’attività di vita

 

 

 

Quanto costa la misura e quali sono le coperture finanziarie previste?

 

IL COSTO DEL REDDITO Di CITTADINANZA E’ DI 15.494 MILIONI DI EURO ANNUI

LE COPERTURE

AUMENTO TASSAZIONE GIOCHI D’AZZARDO

600 MILIONI

AUMENTO TASSE ALLE GRANDI IMPRESE DEL PETROLIO E DEL GAS, SENZA AUMENTO DEI PREZZI AL CONSUMO

1,2 MILIARDI

VERA RIDUZIONE DEI COSTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E DEI COSTI DELLA POLITICA (TAGLIO INDENNITA’ PARLAMENTARI, ELIMINAZIONE ENTI INUTILI, TAGLIO AGLI AFFITTI DELLA PA, TAGLIO ALLE SPESE DI CONSULENZA DELLA PA, TAGLIO AUTO BLU

1,1 MILIARDI

RISPARMIO SPESE P.A. TRAMITE OTTIMIZZAZIONE ACQUISTI DI BENI, SERVIZI E FORNITURE DI PRODOTTI

4,5 MILIARDI

IMPOSTA SULLE GRANDI RICCHEZZE 

DA 2 A 4 MILIARDI

TAGLIO ALLE PENSIONI D’ORO E DIVIETO DI PENSIONI CUMULATIVE

740 MILIONI

TAGLI FINANZIAMENTI ALL’EDITORIA PER UNA INFORMAZIONE VERA

60 MILIONI

TAGLIO SPESE MILITARI (MENO ARMAMENTI PIU’ SPESA SOCIALE)

3,5 MILIARDI

QUOTA 8 PER MILLE

600 MILIONI

QUOTA 2 PER MILLE (PARTITI POLITICI) + RIDUZIONE 25% CONTRIBUTI FINO 2017

CIRCA 45 MILIONI

RIDUZIONI SGRAVI FISCALI PER BANCHE E ASSICURAZIONI

580 MILIONI

 

*L’importo totale delle coperture individuato è pari a circa 17.000 milioni di euro annui e prevede anche l’investimento di ulteriori somme per il rafforzamento dei servizi per l’impiego  per la creazione d’impresa e di startup innovative.

 

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