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Comunicato stampa di Cittadinanzattiva

di Maria Grazia Cimino, 28.05.2017

 

Con sentenza n. 93/2017 del 7 marzo 2017, depositata il 4 maggio 2017, la Corte Costituzionale ha deliberato definitivamente sulla legge regionale n° 19 del 2015, sulla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato in Sicilia, in attuazione del precedente referendum. Nei fatti la legge è stata resa quasi del tutto inutilizzabile , come ampiamente previsto, con buona pace della Regione che dovrà ripartire dall’ inizio. Oggi , è bene ribadirlo, occorre essere estremamente chiari : Prima ancora che fosse promulgata la legge regionale, ma oggi ancor di più, le norme tuttora in vigore assegnavano, come ancora assegnano, la responsabilità e le competenze di effettuare o far effettuare i controlli ordinari e straordinari sulla Gestione del Gestore Unico all’ Ati Idrico ed ai Sindaci riuniti in assemblea. Non vi sono ne vi possono essere più tentennamenti o indecisioni. Già alcuni comuni incominciano a richiedere questi controlli e si fanno sempre più numerosi i richiedenti, ma noi pensiamo che debba essere anche e soprattutto l’ Ati che disponga i controlli a tappeto soprattutto sui depuratori , sia sequestrati che non sequestrati, con la redazione di relazioni tecniche doviziosamente riportanti le inadempienze, le non conformità, il mancato rispetto di Convenzione, Disciplinare Tecnico, Contratto, per passare a richiedere , relazioni alla mano, la sospensione del Canone di Depurazione, il rimborso di esso, il rimborso del deposito cauzionale a quegli utenti che lo avevano versato al precedente gestore ed infine alla rescissione contrattuale . La Procura della Repubblica con i sequestri mira ad accertare se si sono commessi dei reati. Oggi, pensiamo, non vi sono più motivi di tentennamenti o indecisioni che possano frenare l’ operato dell’ Ati Idrico che prioritariamente deve essere indirizzato al controllo dell’ operato del Gestore e alla verifica del rispetto del Contratto, della Convenzione del Disciplinare Tecnico ecc. Il soffermarsi nell’ analisi o nella revisione del Regolamento o della Carta del Servizio, può essere utile nell’ immediato, ma non può e non deve distoglierci dal perseguire quello che i cittadini/utenti si aspettano dai loro sindaci. Tutto quanto descritto sopra , reputiamo, deve essere il passo iniziale per pretendere dalla Regione una legge che dia vera attuazione ai contenuti del referendum, ma temiamo che con la legislatura agli sgoccioli questo Governo Regionale e questa Assemblea Regionale avranno altre incombenze di cui occuparsi. Porremo comunque, a seguire, all’ Ati la questione della quantità dell’ acqua a disposizione nel bacino idrico siciliano che ha evidenziato come bastano due anni siccitosi per mettere in crisi la distribuzione , ( a fine febbraio vi era il 46 % in meno di acqua rispetto a fine febbraio 2016). Infine , pensiamo che non possa più essere tollerato un costo di 69 centesimi a metro cubo da parte di Sicilacque, quando quella stessa acqua viene data dai Consorzi, agli agricoltori, per 24 centesimi a metro cubo. Le Associazioni ed i Movimenti saranno al fianco dell’ Ati Idrico se esso vorrà farsi carico di questi problemi e rivendicarli presso la Regione Sicilia.    

 

 

 

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