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influenza

di redazione, 22.05.2018

 

Svelato perché influenza è il malanno dell'inverno, virus patisce il caldo

Roma, 3 mar. (Adnkronos Salute) - L'influenza va in 'letargo' con la bella stagione perché non resiste al caldo. Con le alte temperature, in altre parole, il virus si scioglie come fosse neve al sole, o meglio si liquefa il suo mantello protettivo. Per questo, rivela uno studio dei National Institutes of Health statunitensi, che ha guadagnato le pagine della rivista Nature Chemical Biology, d'inverno l'influenza colpisce, mentre d'estate si affretta ad andare in pensione. Gli studiosi Usa, capitanati da Joshua Zimmerberg, hanno scoperto che il virus dell'influenza si protegge con un 'cappotto' di grasso che si scioglie alle alte temperature estive. D'inverno, al contrario, il freddo diventa un prezioso alleato poiché mantiene solido il mantello che salvaguarda il virus. "Come le M&M", le caramelle al cioccolato prodotte della Mars, "si sciolgono in bocca - spiega Zimmerberg facendo proprio quest'esempio - la cortina di protezione del virus si liquefa solo quando entra nelle vie respiratorie" lasciando qui il virus denudato dal suo 'giubbetto di salvataggio', ma protetto dal calduccio fisiologico del naso e pronto, pertanto, a scatenare l'infezione. D'estate, tuttavia, il mantello si scioglie ancor prima che il virus 'assalti' il malcapitato di turno. Grazie a sofisticate tecniche i virologi Usa hanno stanato e identificato lo strato di grasso che riveste il virus influenzale quando questo 'viaggia' all'esterno, pronto a colpire. Si tratta di uno strato semisolido e gelatinoso che rimane intatto al di sotto di una certa temperatura. Ma se il clima si surriscalda il mantello ha vita breve: il grasso si scioglie e il virus resta scoperto. Affinché l'influenza colpisca è invece necessario che lo strato di grasso venga meno solo una volta giunto nel naso, dove la temperatura è alta. E' nel tratto nasale, infatti, che il virus deve uscire, ovvero abbandonare la cortina di protezione per dare vita all'infezione. Questa scoperta - assicurano i ricercatori - è destinata ad aprire la strada a nuove possibilità per contrastare il virus e controllare meglio le stagioni influenzali.

 

 

 

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